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Laureata in lettere classiche ho preso anche una specializzazione in archeologia. Mi vedevo lanciata nello studio della preistoria ma poi la passione per le lettere ha ripreso il sopravvento. Ho aiutato i ragazzi con i compiti, ho fatto la guida ai bambini per spiegare loro il favoloso lavoro dell'archeologo...ma c'era sempre questo fastidioso richiamo alla pagina stampata. Poi ho capito...la mia vita deve essere votata alla lettura e, perché no, anche alla scrittura.

mercoledì 24 giugno 2020

PRO E CONTRO







Gianrico Carofiglio – La misura del tempo

 

Ritorna l’avvocato Guido Guerreri e deve confrontarsi con uno dei fantasmi del suo passato. Lorenza Delle Foglie era stata una bellissima ragazza che aveva, solo per un attimo, incrociato e sconvolto la sua vita per poi uscire di scena senza nemmeno salutare. Ora quel ricordo si è trasformato in una donna di cinquant’anni che ne dimostra molti di più, con gli abiti impregnati dall’odore di troppe sigarette e le mani tinte dalla nicotina. Guido non riconosce nulla di questa nuova Lorenza ma, in onore di una giovinezza ormai perduta, accetta di difendere suo figlio Iacopo in carcere per omicidio volontario. L’avvocato Guerreri e la sua squadra non credono pienamente all’innocenza del ragazzo ma ingaggiano comunque una battaglia giudiziaria non priva di durezza, ricca di sotterfugi e stratagemmi. Una lotta che, dalle aule della giustizia, sembra riflettere quella che ognuno sostiene quotidianamente contro il tempo che, inesorabile, fugge via.

 

PERCHÉ LEGGERLO

·      Perché è Gianrico Carofiglio che descrive in maniera potente e minuziosa le vicende di un procedimento giudiziario. E lo fa, come sempre, in maniera magistrale.

·      Perché è un romanzo estremamente realistico ma al contempo malinconico. La giovinezza passa ma non senza rimpianti.

·      Perché è semplicemente meraviglioso leggere il testo di una sentenza o il verbale di un interrogatorio senza provare alcuna noia o stanchezza. Solo Carofiglio riesce a realizzare un tale miracolo.

·      “In quel preciso istante, il primo in cui l’avevo sentita usare il noi per parlare di lei e di me, seppi – senza una specifica ragione, quindi con assoluta certezza – che presto sarebbe scomparsa dalla mia vita”. Per questa frase, anche solo per questa frase.

·      Perché con il passato prima o poi si fanno i conti. Si tratta di una di quelle regole fondamentali su cui si basa l’equilibrio dell’universo.

 

PERCHÉ NON LEGGERLO

·      Perché ci sono le trascrizioni fedeli del testo di una sentenza e del verbale di un interrogatorio.

·      Perché purtroppo come procede la storia un pochino lo indovini. E questo di rado è un bene.

·      Perché il personaggio di Lorenza non suscita immediata empatia. Almeno non a me.

·      Perché a volte uno non vuole sapere nei minimi dettagli propri tutti i retroscena di un procedimento giudiziario. Magari qualcuno, non io, certi giochetti psicologici preferisce continuare ad ignorarli.

·      Perché il finale, senza una ragione precisa, mi ha lasciato l’amaro in bocca.


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