About me

La mia foto
Laureata in lettere classiche ho preso anche una specializzazione in archeologia. Mi vedevo lanciata nello studio della preistoria ma poi la passione per le lettere ha ripreso il sopravvento. Ho aiutato i ragazzi con i compiti, ho fatto la guida ai bambini per spiegare loro il favoloso lavoro dell'archeologo...ma c'era sempre questo fastidioso richiamo alla pagina stampata. Poi ho capito...la mia vita deve essere votata alla lettura e, perché no, anche alla scrittura.

domenica 2 agosto 2020

PRO E CONTRO




Veronica Galletta – “Le Isole di Norman”

 

Esordio molto interessante, un libro che affronta il tema dell’assenza e della ricerca di sé. Con una scrittura fluida, Veronica Galletta ci conduce attraverso i pensieri e le riflessioni di Elena, matricola di geologia, che vive sulla splendida isola di Ortigia. Da bambina Elena ha avuto un incidente che le ha lasciato degli evidenti segni sul corpo, dovrebbe detestarli e invece no, per lei quelle cicatrici sono una caratteristica fondamentale del suo essere e le mostra con una certa fierezza, paragonandole a delle isole: Lilliput, Laputa, Mompracem, l’isola del Tesoro e poi Atlantide, la più grande. Ma l’isola più affascinante per lei è quella in cui vive e, quando sua madre Clara scompare improvvisamente senza dire nulla, Elena inizia una lunga ricerca attraversando Ortigia in lungo e in largo per nascondere segnali comprensibili solo alla madre. Perché sa che lei non è andata via: se vivi su un’isola poi difficilmente potrai lasciarla.

È un libro interamente incentrato sulle riflessioni di Elena, sui suoi ricordi e sui tentativi di capire il mondo interiore di Clara. Molto profondo in alcuni momenti ed estremamente preciso nelle descrizioni, tanto che, in effetti, forse la vera protagonista della storia è proprio l’isola.

 

Perché leggerlo

·  Per il personaggio di Elena, travagliato e sempre in   bilico tra senso di colpa verso il padre e desiderio di     libertà.

·    Per tutte le mappe elaborate dalla protagonista, davvero  un modo affascinante di dare un significato al comportamento di qualcuno.

·     Per il modo in cui Elena si rapporta alle sue cicatrici,     difficile imitarla.

·     Per il senso di abbandono, per il dolore dell’assenza che non si trasformano in autocommiserazione ma in energia, quella che serve ad Elena per portare avanti il proprio complicato progetto.

·  Per l’isola di Ortigia, magari poco conosciuta e che in questo libro rifulge in tutto il suo splendore.

 

Perché non leggerlo

· Perché, in definitiva, il libro è incentrato più sulle riflessioni che sulle interazioni di Elena.

·   Perché ci sono personaggi interessanti, come Filippo,   che non trovano abbastanza spazio.

· Perché non è chiaro il vero motivo degli strani   comportamenti di Clara. Resta tutto molto fumoso.

·  Perché non scopriamo davvero chi sia Lucia Ria. Ci   limitiamo a sospettarlo ed è un vero peccato.

·  Perché a mio parere a questo libro manca qualcosina e forse è il motivo per cui, alla fine, la stella che brilla più luminosa è proprio quella di Ortigia.

 

Consigliato? Si, come libro d’esordio promette benissimo.  


Nessun commento:

Posta un commento

Post in evidenza

PRO E CONTRO

  Davide Ruffini – “Tutti assenti, un anno di una scuola in campagna”   Tragicomico, forse questa è la definizione più calzante per un l...